NOTE:
We use the term “sustainable” because its meaning is more inclusive than others, highlighting the interaction among its many factors and the “future” dimension.
WHAT IS SUSTAINABLE ECONOMY? (or “social”, or “fair”…)
Sustainable Economy has existed for decades and is expanding. But unlike other productive sectors (e.g. organic farming) is not subject to any European or national law. That is because it is a civil society’s spontaneous initiative, but also because sustainable economy matches areas of interest and effects (the “networking”, the relation with the territory, the support to local communities, the “human development”) assessable with more qualitative criteria.
“Sustainable economy” is an economic model with people, environment and life quality at its center, trying to combine development with fairness, solidarity and common goods. Ethical finance, Social cooperation, Buyers’ groups, Fair Trade, Social Economy, Organic/Biodynamic farming, recycle/reuse, energy saving, farm-to-table products, territorial development, development of the communities, of biodiversity… The family of sustainable economy is growing, and its principles can be applied to every human activity. The Map of BolognaisFair proves it: many of the businesses here introduced are new, or active in fields not included in Sustainable Economy until recently.
For more details about Sustainable Economy and the Sustainable Development Goals:
https://www.unric.org/it/agenda-2030
https://www.un.org/development/desa/en/key-issues/sustainable.html
http://www.unrisd.org/80256B3C005BCCF9/%28httpPublications%29/89748F9EB30DE128C1257E0E004889D4?OpenDocument
https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/
https://www.un.org/sustainabledevelopment/takeaction/
L’ECONOMIA SOLIDALE SECONDO LA RETE ECONOMIA SOLIDALE ITALIANA (RES)
L’ECONOMIA SOSTENIBILE SECONDO LA “LEGGE REGIONE E MILIA ROMAGNA DI SOSTEGNO ALL’ECONOMIA SOSTENIBILE” (L.R. 19/2014)
- a) agricoltura contadina di prossimità;
- b) produzione agricola e agroalimentare biologica e biodinamica;
- c) filiera corta e garanzia della qualità alimentare;
- d) tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e della biodiversità;
- e) Commercio Equo e Solidale;
- f) servizi comunitari e di prossimità;
- g) edilizia sostenibile e bioedilizia;
- h) risparmio energetico ed energie rinnovabili e sostenibili;
- i) finanza etica, mutualistica e Solidale;
- j) trasporto collettivo e mobilità sostenibile;
- k) riuso e riciclo di materiali e beni;
- l) sistemi di scambio locale;
- m) software libero;
- n) turismo responsabile e sostenibile;
- o) consumo critico e responsabile;
- p) banche del tempo.
IL RAPPORTO TRA “SVILUPPO SOSTENIBILE” ED “ECONOMIA SOSTENIBILE”
L’Unione Europea e le Nazioni Unite hanno ripetutamente evidenziato l’evidente positivo contributo che l’Economia sostenibile è in grado di portare allo Sviluppo Sostenibile. Basta prendere visione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile(che include anche il “Consumo Responsabile”), il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Esso ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs– in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. La rete del Commercio Equo europea ed italiana ha approfondito la relazione tra il Fair Trade e gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’ONU, vedi: https://www.equogarantito.org/wp-content/uploads/2018/01/Manuale-SDGs_IT_loghidef.pdf
L’ECONOMIA CIRCOLARE
L’ECONOMIA SOSTENIBILE SECONDO EQUO GARANTITO
- la promozione e la tutela dei beni comuni, che ne assicuri l’utilizzo collettivo e sostenibile a beneficio delle comunità e delle generazioni future;
- la difesa dei diritti fondamentali di ogni essere umano, in particolare quello di soddisfare i propri bisogni essenziali;
- il rapporto attivo con il territorio, per ricondurre il prodotto al suo luogo d’origine, restituire centralità ai produttori e valorizzare la qualità dei loro prodotti, difendere il paesaggio e i beni culturali come componenti essenziali per la qualità della vita delle comunità;
- il rispetto, la tutela e la valorizzazione delle risorse del pianeta;
- Il valorizzare le relazioni e i modelli collaborativi e cooperativi, sviluppando reti e rapporti stabili e duraturi dai produttori fino ai consumatori;
- Il puntare ad una trasformazione sociale finalizzata a una democratizzazione dell’economia;
- La tutela del lavoro, delle conoscenze, delle competenze e delle abilità che da esso derivano e la capacità di creare “buona occupazione”, per promuovere i processi di inclusione sociale;
- L’attenzione a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, distributivi e di smaltimento, promuovendo una migliore qualità della vita e tutelando la salute delle comunità;
LA DIMENSONE EUROPEA ED INTERNAZIONALE DELL’ECONOMIA SOSTENIBILE
L’Economia Sociale e Solidale (ESS) non è solamente un auspicio, ma una realtà concreta: in tutto il mondo le cooperative danno lavoro ad oltre 100 milioni di persone. Secondo i dati della United Nations Department of Economic and Social Affairs (UN DESA) ci sono globalmente 761.221 cooperative e mutue con 813,5 milioni di membri, 6.9 milioni di impiegati, 18.8 mila miliardi di dollari in asset e 2,4 mila miliardi di dollari in profitti lordi annuali. In Europa, quasi due milioni di organizzazione dell’ESS rappresentano circa il 10% di tutte le aziende e impiega oltre 11 milioni di persone (l’equivalente del 6% della popolazione lavoratrice nell’Unione Europea).
I 7 CRITERI DELLA “CIRCOLARITÀ”
I 3 CRITERI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SOCIALE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE
VALORE CONDIVISO e COMUNITÀ TERRITORIALI – Impatto sulle altre realtà connesse (filiere o extra filiera) in termini di massimizzazione della compatibilità ambientale e di creazione di valore sociale condiviso; sviluppo di altre forme economiche, organizzate in forme plurali (pluralismo delle forme organizzative) e che possano immettersi nel tessuto economico. INCLUSIVITÀ SOCIALE – Accrescimento del tasso di inclusività economica delle fasce svantaggiate e dei soggetti a rischio esclusione sociale attraverso il sostegno e il rafforzamento di esperienze di economia sociale legate al territorio. Creazione di valore sociale oltre che economico secondo un approccio di valore condiviso con particolare attenzione al coinvolgimento dei soggetti svantaggiati. REPORTING / ACCOUNTABILITY / CERTIFICAZIONI AMBIENTALI E ALTRE FORME DI GESTIONE AMBIENTALE – Esistenza di attività di reporting che analizzino, qualifichino, certifichino e/o rendano comunicabili le informazioni.

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